, un progetto parallelo basato su un KALendario delle iniziative di un pugno di squatts, collettivi, attivisti romani affini OPPURE...
fa la musica, al di fuori dei circuiti commerciali.
Semplicemente vogliamo creare uno strumento per mettere in contatto musicisti/gruppi musicali e spazi affinché l'espressione non sia sottomessa alle logiche aberranti della musica commerciale o delle mode succhiasoldi.
Semplicemente unire suoni, attitudini, energia per dare forza alla musica. Per creare una vera scena alternativa, indipendente dal genere, dove le idee crescano, si sviluppino, libere dai vincoli della moda e del music business.
Un'
idea si agitava nelle nostre teste da tanto tempo, supportata dall'importanza della musica nelle nostre giornate (
no music no life!), tanti gruppi, tanti concerti, progetti, tanta autoproduzione e la sensazione sempre più forte che la prepotente e odiosa sottocultura televisiva ci stia schiacciando tra idoli di carta pesta, suoni piatti e privi di significato, mode usa e getta... L'idea è quella di provare ad
unire le forze e gli sforzi creando uno strumento senza confini per aiutare la musica (quella bella libera e indipendente) a crescere e costruire le sue città e i suoi orologi senza sottomettersi al dio denaro.

Vogliamo dare voce ai tanti gruppi che ogni giorno si ritrovano nelle salette prova e che coltivano una passione che non ha niente a che vedere con lo star system di cui è piena la televisione. Vogliamo mettere in contatto spazi e progetti che trovano nella musica una passione forte, una cultura dal basso,
un'idea veramente alternativa alla cultura dominante.
In questi ultimi anni la tecnologia ci è venuta incontro ed oggi è diventato decisamente accessibile poter registrare un cd e farlo circolare (attraverso la rete).
Quindi le fasi di registrazione/stampa/diffusione hanno trovato un valido alleato, e l'espressione può con più facilità liberarsi dai vincoli imposti da chi sulla musica vuole speculare.
Internet ad esempio permette di stabilire un rapporto diretto con la musica, scrollandosi di dosso tutta quella serie di ostacoli che stanno tra chi suona e chi ascolta quali: costi, etichette, copyright, censura, marketing, mafie varie, mode varie ect...
Questa breve premessa serve un po' a spiegare il come e il perchè del progetto ACI. Se dunque l'autoproduzione si è occupata della creazione e circolazione della musica al di fuori dei circuiti commerciali:
L'AUTO CIRCOLAZIONE INDIPENDENTE NASCE PER FAR CIRCOLARE CHI FA LA MUSICA.
La facilità con cui un cd può essere registrato ha aumentato, a nostro avviso, come effetto collaterale, l'importanza del
CONCERTO rispetto alla registrazione.
Così che abbiamo ritenuto importante creare uno
STRUMENTO che facilitasse la comunicazione tra
DUE elementi fondamentali:
I GRUPPI/ARTISTI e GLI SPAZI dove suonare e restituire al CONCERTO(o al tour) il ruolo di strumento principale per la diffusione della cultura sotterranea indipendente libera autoprodotta.
L'obiettivo dunque è quello di creare una
RETE di gruppi musicali/singoli musicisti e di spazi al di fuori delle scene, mossi dalla passione, dalla voglia di supportare la musica libera, i gruppi indipendenti, la base dell'espressione, la vera cultura...
Per fare questo puntiamo tutto sulla passione di
CHI SUONA e di
CHI SI ATTIVA PER ORGANIZZARE UN CONCERTO consapevole che il circuito sotterraneo è un flusso di energia puntata contro la piatta, grigia, becera, industria culturale, capace ormai di sfornare solo prodotti commerciali con lo scopo di intrappolare i cervelli di ragazzi/e dentro modesucchiasoldiproducicapitali.

Vogliamo coinvolgere tutti quei gruppi che non andranno mai su mtv, che non puntano a diventare superstar, che credono che la musica sia un mezzo per rifiutare gli schemi odiosi e prepotenti che questo mondo ci propone. Che le note, se libere di circolare, siano un'arma puntata contro l'omologazione di un business capace di far diventare piatta moda anche fenomeni profondi, positivi, ricchi di significati (vedi il punk, l'hiphop oggi strumentalizzati dalla televisione e dalle case discografiche come semplicemente un'altra nicchia di mercato da conquistare).
E insieme quegli spazi che provano ad organizzare l'espressione senza ricalcare gli schemi e le logiche tipiche di chi sulla musica vuole fare business.
Facciamo in modo che la buona musica indipendente vada in giro... insieme con chi la suona... perchè la musica è aria in movimento!COME:
Il progetto ACI ha il suo cuore nel sito, che altro non è che un database di gruppi musicali/musicisti e di spazi e insieme una serie di strumenti che facilitano la comunicazione tra queste due entità. In ogni sezione (
gruppi /
spazi) è possibile effettuare ricerche per genere, città di provenienza, nome del gruppo/spazio, ed è inoltre possibile salvare (in formato pdf) o stampare direttamente, una lista dove selezionare i gruppi / spazi preferiti.
Inoltre ogni gruppo / musicista può caricare i propri mp3 e i propri video, le proprie foto e materiale scritto.
Per una lista completa degli strumenti vedi la sezione
faq/help.
Ma Aci non è solo il sito. Abbiamo infatti una piccola
distribuzione di materiale autoprodotto (contattaci se sei interessato ad inviare materiale), e
organizziamo anche concerti (
vedi sezione eventi).
Inoltre Aciproject partecipa all'autoproduzione avendo come base la
sala prove autogestita all'interno dello spazio occupato ZKSquatt di Ostia (roma)
http://zk.tmcrew.org.
Il progetto ACI è dunque un piccolo passo per rilanciare l'indipendenza della musica, e dell'espressione in genere, dal business e dalla mercificazione della cultura. Un piccolo passo insieme a tanti altri fanno un passo più grande...Aci project: http://www.aciproject.org
Info: aciproject_AT_rocketmail.com
Supported by: http://zk.tmcrew.org
News
04.04.2013
A fianco nelle strade, mai soli e sole davanti la repressione.Appello per la solidarietà reale agli/alle arrestati/e ed agli/alle imputati/e per la rivolta del 15 Ottobre 2011.
All’indomani della giornata del 15 Ottobre 2011 da più parti e in più modi si sono espresse voci di riflessione ed analisi su quanto accaduto durante la manifestazione. Via Internet rimbalzavano tra loro comunicati e prese di posizione di vario tipo, mentre i media di massa stavano già imbastendo la caccia alle streghe. Allo stesso tempo diversi ragazzi e ragazze ed alcuni/e compagni/e diventavano i capri espiatori di quanto accaduto e cominciavano a pagare con la repressione.
Gli arresti ed il carcere. I processi e le prime condanne. La pesantezza di queste rispetto rispetto ai fatti contestati in sede di giudizio. Sin da subito emergeva chiaramente la lezione che si voleva impartire ed il monito inequivocabile che si stava rivolgendo a coloro che in questo paese osano alzare la testa con rabbia e determinazione.
Nelle molteplici difficoltà del caso, nessuno/a è stato/a lasciato/a solo/a e anche il ragazzo sconosciuto tra i tanti di quel giorno non è rimasto un nome qualsiasi. Noi lo ricordiamo.
Nei mesi successivi si sono mosse poi altre indagini: quella nei confronti di alcuni militanti di Azione Antifascista Teramo e di altri presenti in Piazza San Giovanni ha già portato in sede di giudizio a 6 condanne per 6 anni per il reato di devastazione e saccheggio, con una persona che si trova attualmente in carcere e le altre agli arresti domiciliari; il prossimo 4 aprile invece si aprirà con l'udienza preliminare il processo contro 25 persone indagate, ancora, per il reato di devastazione e saccheggio.
A fronte delle tante voci espresse all'indomani del 15 Ottobre, a più di un anno di distanza da quella giornata, la solidarietà nei confronti di chi è stato colpito dalla repressione solo in pochi casi è riuscita ad andare oltre una semplice testimonianza e a diventare pratica concreta.
E' necessario fare un passo in avanti.
Se durante una manifestazione ci sono gesti, resistenze collettive e pratiche insorgenti, che costituiscono un agire non addomesticato alle regole della democrazia, non è da stupirsi se lo Stato ricorra a tutti gli strumenti a propria disposizione per tutelare i poteri che rappresenta. Il ricorso al reato di devastazione e saccheggio, in questo caso, diventa solamente uno tra i tanti dispositivi attraverso il quale punire e disciplinare i rivoltosi di ieri, di oggi e di domani.
In questo momento è pertanto necessaria una presa di coscienza e organizzarsi per far fronte alla rappresaglia che lo Stato sta rivolgendo nei confronti della rabbia che si diffonde e di coloro che esprimono un sentimento di rivalsa nei suoi confronti.
Per non lasciare soli gli imputati del 15 Ottobre invitiamo a partecipare ai presidi che si terranno giovedì 4 Aprile e giovedì 11 Aprile dinanzi il Tribunale di Piazzale Clodio, rispettivamente convocati per l'udienza preliminare nei confronti di 25 persone imputate per devastazione e saccheggio e per il tribunale del riesame per i militanti di Azione Antifascista Teramo; allo stesso tempo si esorta l'organizzazione di iniziative per sostenere le spese legali in solidarietà con tutti gli imputati che hanno dato la disponibilità a costruire un percorso di difesa comune (a breve verranno resi noti i riferimenti cui rivolgersi per destinare i fondi raccolti).
Per far si che non si tratti esclusivamente di una questione da affrontare nelle aule di un tribunale, la convinzione è quella di essere presenti nelle strade, nei quartieri e nei luoghi quotidiani, dove provare a comporre, giorno dopo giorno, quella solidarietà sociale e di classe indispensabile per resistere collettivamente alla repressione e per costruire l'insubordinazione ed il rifiuto nei confronti di tutto ciò che sulle nostre vite riversa miseria, sfruttamento, oppressione e nocività.
Come il 15 Ottobre, in ogni caso, tutti gli altri giorni, in ogni luogo, ne vale sempre la pena.
Solidarietà con gli imputati del 15 Ottobre, solidarietà con chi non si rassegna, con chi lotta, con chi si ribella.
Le parole prive di azione sono vuote di significato.
RETE EVASIONI
Roma 31-3-2013
10.02.2013
Ostia presidio antifa Domenica 10 febbraio, ore 16
PRESIDIO ANTIFASCISTA CONTRO LA FIACCOLATA DI CASAPOUND:
Domenica 10 Febbraio dalle 16.00 a Piazza Anco Marzio (Ostia Lido, Roma)
Come ogni Febbraio, dal 2004 in poi, l'Ostia Antifascista è chiamata a scendere in piazza per smontare l'indegno spettacolo allestito dai fascisti di palazzo e dai loro squadristi di strada in occasione della Giornata del Ricordo delle Foibe, evento nazionalpopolare creato a loro uso e consumo per legittimare la comparsata per le strade del territorio e le pratiche revisioniste e razziste che li contraddistinguono.
Negli ultimi anni le giornate di avvicinamento alla data sono state caratterizzate da aggressioni e minacce, prevalentemente a studenti e attivisti, da parte di quella stessa organizzazione fascista assurta agli onori della cronaca nazionale per la contestuale presenza in campagna elettorale e i raid assassini e infami ai danni di migranti e di spazi sociali: Casa Pound vi dice qualcosa?
Dagli omicidi alla luce del sole dei due senegalesi a Firenze ai dieci arresti per banda armata, attentato incendiario e spedizioni a sfondo razziale del mese scorso a Napoli, passando per le inchieste giudiziarie per narcotraffico e connivenze camorristiche che interessano il suo vicepresidente, i fatti di Casal Bertone e P.za Navona fino alle buffonate elettorali con Grillo e il redivivo puttaniere di Arcore, la feccia neofascista con la tartaruga nel vessillo non solo non è stata estirpata dalla vita civile del paese ma addirittura ammessa a gareggiare a nostre spese per ogni poltrona di comando accessibile. In un contesto di forte crisi economica, che silenzia e reprime ogni forma di democrazia partecipata, garantire agibilità politica a questi loschi figuri, servi del sistema che fomentano la disgregazione sociale e l'odio di classe verso le fasce più deboli e soggette alla crisi, è un atto irresponsabile e pericoloso che sa di chiara provocazione, cui i politicanti di partito in parlamento e delle questure saranno tenuti a rispondere prima o poi, in termini di favoreggiamento e immunità garantite, oltrechè dell'uso improprio della sbirraglia di stato in loro difesa in ogni momento di piazza.
Ostia è territorio di conflitti, dove il sentimento di solidarietà popolare che la contraddistingue ha impedito che germinassero questi semi di odio e infamità, e dove questi stessi nostalgici del ventennio, vecchi e nuovi, hanno trovato e sempre troveranno resistenza in ogni persona che si riconosce con l'anima del territorio e che per esso giorno dopo giorno, senza mai fare un passo indietro, lotta contro le speculazioni che lo saccheggiano e i clientelarismi che lo paralizzano.
Gli Antifascisti e le Antifasciste di Ostia
APPUNTAMENTO DOMENICA 10 FEBBRAIO ALLE 16.00 IN PIAZZA ANCO MARZIO - da Piramide: trenino Roma-Lido, fermata Lido Centro, Bus 01 (due fermate).

22.12.2012
Sgomberato Villa AmaliasAlle 7:00 del mattino del 20 Dicembre la polizia, accompagnata da un magistrato, ha fatto irruzione in una casa occupata di Atene, la storica Villa Amalìas, per perquisirla, dicono, a seguito di una denuncia anonima relativa alla presenza di traffico di droga. Naturalmente il materiale su cui gli sbirri hanno concentrato la loro attenzione è stato di tutt'altro genere. Le compagne e i compagni lì presenti sono stati portati alla questura centrale, e poi arrestati. Lo spazio di fatto sgomberato. Il quartiere militarizzato. Ciononostante mentre l'operazione era ancora in corso decine di compagni sono riusciti a radunarsi di fronte alla casa in solidarietà. Nel corso dei suoi 22 anni di occupazione Villa Amalìas ha subito numerosi attacchi, da parte dello Stato come delle sue appendici. Ricordiamo che pochi anni fa subì un attentato incendiario che fu una tragedia scampata, e comunque compromise vari locali del posto, che nel tempo sono stati restituiti alle attività solo grazie al rimboccarsi le maniche dei compagni e le compagne, animati di grande convinzione e determinazione nel voler riaffermare l'importanza dell'autogestione. Uno spazio aperto che si è speso molto in tutte le lotte auto-organizzate che negli ultimi anni hanno animato le strade di Atene, e non solo.
La partita è del tutto aperta. E siamo sicuri che anche questa volta ci sono le forze per vincerla.
Un'assemblea riunitasi in serata nella facoltà di economia ha lanciato per venerdì mattina l'appuntamento per un presidio al tribunale, di fronte al quale verranno portati gli 8 tratti in arresto (per ora non conosciamo le accuse precise).
Non possiamo fare altro che unirci alle mille dichiarazioni di solidarietà incondizionata.
Per l'immediata scarcerazione degli 8 compagni/e.
Con amore e rabbia.
Anarchiche e anarchici di un'altra sponda del Mediterraneo.
20.12.2012
DE RIFFA E D’ARRAFFA Biblioteca L'ideaDE RIFFA E D’ARRAFFA
Estrazione propiziatoria
DOPO CAPODANNO 2013
A sostegno della Biblioteca L’Idea
Un monte de premi scerti da la distibbuzzione
- libbri e svariate autoproduzzioni –
SE VòI CAPATTE ER BIJETTO VENGHI
DE MARTE E/O DE VENERE DALLE 5 DE POMMERIGGIO
IN BIBLIOTECA A VIA Braccio da Montone 71a ar Pigneto

30.09.2012
Nasce la palestra popolare del litorale di Roma. La Lidense di Ostia. Domenica 30 settembre 2012 17.30
Via Mario Ruta, 28 - Ostia Lido
PALESTRA POPOLARE LIDENSE
Pagina Fb: https://www.facebook.com/PalestraPopolareLidense
Ore 17.30 Inaugurazione + Rinfresco
Nasce la palestra popolare del litorale di Roma. La Lidense di Ostia.
Nasce la palestra popolare "Lidense". Sport contro la crisi e il razzismo, per la solidarietà e la valorizzazione del territorio. Nasce a Ostia periferia di Roma, territorio di grande tradizione sportiva, ma anche di affari criminali e speculazione, dove ogni giorno lavoratori e disoccupati, giovani e meno giovani, combattano sul ring della metropoli contro affitti esorbitanti, mancanza di lavoro e spese insostenibili.
In questa lotta quotidiana, la popolare Lidense propone uno sport che non sia lusso per pochi ma una possibilità per tutti. Attività sportive non solo come strumento per il benessere fisico e mentale, ma anche pensato come strumento per costruire socialità, per rigettare i pregiudizi, sviluppare un’esperienza di autogestione e indipendenza che si contrapponga alla barbarie di questi tempi.
La sua sede sarà vicino alla tanto diffamata piazza Gasparri. La politica assente non riesce a dare risposte al problema della precarietà e preferisce continuare a criminalizzare un quadrante intero della sua periferia. Nel frattempo si perpetuano sgomberi e si progettano nuove speculazioni come il waterfront e l'allargamento del porto. Saremo in quei luoghi perchè abbiamo imparato che l'unica risposta all'assenza dello stato e costruire processi reali di autorganizzazione.
Nell'anno della scomparsa dell'ex peso massimo cubano Teofilo Stevenson, uomo che rifiutò 5 milioni di dollari rispondendo ai manager americani «ai soldi preferisco l'affetto di 8 milioni di cubani», ripartiremo dallo sport popolare per costruire un'altra Ostia. Nella luce del tre volte campione olimpico, nell'amore della terra dove siamo cresciuti, lavoreremo per dare uno spazio concreto alla gente del nostro territorio.
Palestra Popolare Lidense
08.06.2012
Iniziativa webRadio orto urbanoRosso Default Venerdi 8 giugno
horto botanico via Matteotti,77 Genzano di Roma
dalle ore 19:00
presentazione del libro sulla lotta autorganizzata dei braccianti migranti "Sulla pelle viva"
ore 20:30 cena autofinanziamento progetto Radio Default
interventi di diversi artisti durante la serata

07.06.2012
E' morta Carla Verbano, madre di Valerio.La madre di Valerio, ucciso dai Nar nel 1980, e' scomparsa senza sapere la verita'
ROMA - Camera Ardente alla Palestra Popolare e poi un ricordo collettivo. Cosi' verra' ricordata Carla Zappelli Verbano, morta martedi' sera a 88 anni, madre di Valerio, ucciso da un commando dei Nar nel 1980. Dalle 10 alle 15 alla Palestra Popolare intitolata proprio a Valerio Verbano che porta il nome del figlio Valerio, in via delle Isole Curzolane al Tufello, si terra' la camera ardente. Alle 12 poi un ricordo collettivo: ognuno potra' esprimere il suo affetto per una donna morta senza sapere chi fosse stato l'omicida del figlio.
E' morta a 88 anni dopo averne passati 32 a chiedere giustizia per suo figlio, ucciso poco più che adolescente da killer ancora sconosciuti in uno dei feroci delitti degli anni di piombo a Roma. Carla Zappelli Verbano era malata da molto tempo, ma non aveva mai smesso di pretendere la verità su Valerio, assassinato a pochi giorni dal suo diciannovesimo compleanno, il 22 febbraio 1980. Militante comunista, il ragazzo venne sorpreso nella casa di Monte Sacro da tre uomini armati che spacciandosi per amici erano entrati in sua assenza e avevano immobilizzato i genitori. Al rientro Verbano fu aggredito, riuscì a disarmare uno degli assalitori, ma mentre cercava di fuggire dalla finestra venne colpito alle spalle con una pistola con il silenziatore. Morì durante il trasporto in ospedale.
Un omicidio su cui non è ancora stata fatta luce. Verbano aveva realizzato un dossier su alcuni militanti del quartiere appartenenti ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar), gruppo terroristico di estrema destra attivo in quegli anni. Un possibile movente. Le indagini si indirizzarono soprattutto in quegli ambienti - dopo una prima rivendicazione dall'estrema sinistra, ritenuta inattendibile -, ma tutti gli indiziati vennero alla fine assolti. Nel febbraio 2011, però, a 31 anni dal delitto, la procura di Roma che aveva riaperto le indagini iscrisse due nomi nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. Due uomini sulla cinquantina con un passato da simpatizzanti di Terza Posizione - altro gruppo neofascista - e dei Nar. I due sarebbero stati identificati dopo un'attenta rilettura del fascicolo processuale e poi anche identificati da alcuni testimoni sulla base di foto segnaletiche dell'epoca. Si sarebbe trattato di una sanguinosa vendetta politica, come ce ne furono molte in quel periodo.
Carla Verbano ricominciò a sperare di poter conoscere il nome degli assassini del figlio, ma non ha fatto in tempo. Ogni anno l'anniversario dell'omicidio, in via Monte Bianco, é stata occasione di commemorazioni soprattutto da parte della sinistra, non senza polemiche e contestazioni negli ultimi anni per la presenza di esponenti della giunta di centrodestra. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha espresso profondo dispiacere per la morte di Carla Verbano e ha auspicato che tutti continuino "a lottare per ottenere verità e giustizia per tutti quei ragazzi" uccisi negli anni di piombo. Cordoglio è stato espresso anche dal governatore del Lazio Renata Polverini e dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
"Se n'è andata senza che su quel giorno sia stata fatta luce, siano state accertate le responsabilità, siano state raggiunte quella verità e quella giustizia per le quali si è sempre battuta", ha detto l'ex sindaco della capitale Walter Veltroni, sotto il quale nel 2006 venne intitolata una strada a Verbano. Nel 2008 la madre di Verbano abbracciò in pubblico davanti a Veltroni Giampaolo Mattei, fratello di Stefano e Virgilio, figli di un segretario di sezione del Msi morti nel rogo appiccato nella loro casa di Primavalle da estremisti di sinistra nel 1973. "Se ne va un'amica, insieme abbiamo condiviso le nostre vicende giudiziarie ma anche un sostegno personale reciproco, in un rapporto fatto di grande rispetto", così l'ha ricordata Mattei.
07.06.2012
Occupazione ad OstiaRoma (5 Giugno 2012) - Ieri mattina 15 nuclei familiari, uniti da una comune condizione di precarietà lavorativa e dal bisogno primario di avere un tetto sotto cui ripararsi, hanno autodenunciato la loro occupazione a scopo abitativo, presso l'ex scuola materna sagittario di Viale Vega ad Ostia. Famiglie con bambini piccoli, anziani e disabili, che davanti alla cecità di un'amministrazione comunale incapace di dare risposte concrete al problema dell’emergenza abitativa esplosa negli anni lungo le strade del litorale romano, hanno scelta la via della riappropriazione diretta.
"Persone comuni, che difronte ad una politica che conosce soltanto gli strumenti degli sfratti, dei progetti faraonici e delle colate di cemento per gli amici costruttori, intraprende la via dell'autorganizzazione, cercando una soluzione alternativa alla problematica basilare dell'emergenza abitativa. - dichiara David del collettivo l'officina - Non a caso si tratta del terzo tentativo di occupazione a scopo abitativo ad Ostia nel giro di pochi mesi: l’esperienza dello scorso novembre dell’asilo Do-Re-Mi Diverto, quella di aprile di uno stabile vicino via delle Sirene ed infine l'occupazione di ieri. Insieme al problema degli Asili, l'emergenza abitativa è un altro tema caldo da affrontare."

07.06.2012
Aggressione fascista al concerto dei dropkick murphysarticolo preso da:
http://rosariodelloiacovo.wordpress.com/
Le testimonianze apparse su Facebook e Twitter non lasciano spazio ai dubbi. Un atto di squadrismo premeditato quello di ieri sera al concerto dei Dropkick Murphys all’Orion di Ciampino. Il bilancio è di cinque feriti in ospedale per traumi facciali, contusioni ed escoriazioni. Quattro persone denunciate a piede libero per rissa aggravata e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Due appartenenti a casapound trattenuti in stato di arresto. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine. Stasera il gruppo americano si esibirà all’Estragon di Bologna.
«Un’aggressione da parte di persone evidentemente poco interessate al messaggio che noi proponiamo, che con la forza e non curanti della presenza delle forze dell’ordine prontamente avvisate, si sono introdotte contro la nostra volontà all’interno del locale aggredendo alcune persone del pubblico». Così recita un post apparso sulla pagina ufficiale di Facebook del club romano all’1,53 di stanotte. Annunciato per oggi un comunicato stampa.
Un gruppo di alcune decine di fascisti si è introdotto all’interno del locale compattandosi sotto il palco. Lo sventolio di una bandiera di casapound e l’atteggiamento intimidatorio sono stati accolti dai fischi del pubblico presente. Secondo un tweet di Radio Popolare sono stati intonati i cori “Duce Duce” e “Zippo libero”. Il concerto viene interrotto dopo tre pezzi perché si scatena il pestaggio.
Questa la testimonianza a firma Francesco Xella apparsa su Facebook:
«C’era uno con la faccia coperta di sangue. A una certa si vede chiaramente un gruppo di 5-6 persone menare un solo ragazzo grevemente (e ovviamente erano quelli lì, li ho visti coi miei occhi) e Ken Casey che è l’uomo più buono e pacifico del mondo si incazza a bestia, sbatte il basso per terra, e stava scendendo insieme al cantante a gonfiarli, con ovviamente la sicurezza che non faceva niente. Qualche minuto di casino e poi viene lanciata una bombola di spray al pepe da quei c*****i infami che fa si che tutti noi usciamo e ovviamente anche i Dropkick incazzati neri lasciano il palco.»
Questa invece a firma di Riccardo Sganga sullo stesso social network
«Post di riflessione dopo una serata andata male. Ciampino, Orion Club. Dopo due anni che li aspetti uno dei tuoi gruppi preferiti viene a suonare a due passi da casa tua. Tutto carico ed eccitato vai al concerto. Si inizia: partono 2 band che accompagnano i Dropkick Murphys e che fanno da apertura; canzoni carine, orecchiabili. Quando finiscono si sentono i primi cori che non capisco bene all’inizio: “uce uce” “luce luce”…poi capisco bene “duce duce”. Eccoli anche a un concerto un bel gruppo di simpatici affiliati di non so quale partito politico, i cosiddetti “fascisti del terzo millennio”. Risultato: parte la rissa come al solito cercata da quella brava gente, concerto due volte interrotto di cui la seconda volta per botte da film, con sangue cinghiate e pestaggi di gruppo. Grazie comunque alla band che ha continuato un minimo arrivando a fare almeno più della metà della scaletta…Questi sono i momenti in cui mi vergogno di essere un cittadino di questa città.»
Alla fine il gruppo di fascisti è allontanato dal locale e il concerto viene parzialmente portato a termine. Resta da chiarire perché, nonostante la segnalazione che i responsabili dell’Orion asseriscono di aver fatto e la presenza di forze dell’ordine in tenuta antisommossa, sia stato permesso loro di accedere al concerto.
La band statunitense non è schierata apertamente. In alcune interviste i suoi componenti hanno dichiarato di non simpatizzare né per il movimento Skin88, né per quello Redskin. Ma la partecipazione alla compilation Rock Against Bush volume 2, le cover di alcune canzoni popolari antimilitariste e contro la guerra, e il loro appoggio alle cause della classe operaia e dei sindacati, li collocano a grande distanza dall’universo fascista.
12.04.2012
Boccea: sgomberata la FazendaVia Boccea 506: sgomberata la "Fazenda", dieci identificati
Alle prime ore del mattino è stata sgomberata la Fazenda: lo stabile occupato in via Boccea 506. Diversi agenti delle forze dell'ordine sono intervenuti. Identificate 10 persone
Alle prime ore del mattino i due stabili occupati in via Boccea 506 sono stato sgomberati dagli agenti della polizia che sono intervenuti sul posto. La procedura di sgombero si è svolta in poche ore e ora l'intera area è stata liberata. Gli agenti hanno poi provveduto ad identificare le persone che si trovavano all'interno dello stabile, circa una decina in tutto.
Gli occupanti si sono rivolti alla stampa per denunciare lo sgombero: "Ci sono due casali molto diroccati, un vecchio asilo e un grande parco - raccontano gli occupanti di 'Casa per tutti e per tutte' - e da circa due settimane si erano trasferiti nelle strutture circa 25 persone, tra giovani precari e qualche famiglia. Il tutto è disabitato da 12 anni. Noi occupanti siamo tutti in emergenza abitativa e diciamo no alla speculazione edilizia di questo bellissimo posto. Avevamo già in mente, di concerto con gli abitanti della zona che ci hanno dato il loro pieno appoggio, di riaprire il parco e dar vita agli orti biologici e condivisi. Ci saremmo occupati noi della pulizia e della manutenzione. A Pasqua abbiamo fatto una festa - raccontano - alla quale hanno partecipato molti residenti della zona. Non solo, alcuni studenti di Architettura ci hanno aiutato a stendere un progetto partecipato".

05.04.2012
Fermiamo l'inceneritore dei castelli romaniSono quasi 5 anni che le amministrazioni regionali cercano di far costruire uno degli inceneritori più grandi d’europa ad Albano Laziale, al centro dei Castelli Romani. Mentre provano a farci credere, con la loro propaganda, che l’unico modo per trattare i rifiuti è quello di bruciarli.
Gli inceneritori da rifiuti, anche quelli più moderni di ultima generazione, emettono nell’atmosfera sostanze tossiche prodotte dalla combustione dell’immondizia. Tra queste vi sono cloro, diossine, furani, clorobenzene, metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio,...), acido cloridtrico, e molto altro ancora. Oltre a queste sostanze tossiche vi sono anche le più pericolose nanoparticelle (delle dimensioni di un milionesimo di millimetro) chiamate PM 10 o PM 2,5. Nemmeno i filtri di ultima generazione riescono a filtrarle e la loro pericolosità sta nel fatto che si accumulano negli organismi, nelle piante che mangiamo ed essendo cancerogene danno vita a tumori ed altre pericolosissime patologie! Le loro piccolissime dimensioni gli permettono di essere trasportate dal vento per kilometri: vivere nel raggio di 50 km da un inceneritore significa aumentare di moltissimo la probabilità di contrarre tumori!
Per anni comitati popolari si sono battuti contro la costruzione di questo inceneritore che dovrebbe bruciare dalle 160.000 alle 250.000 tonnellate di rifiuti all’anno (quando la produzione di rifiuti di tutti i castelli romani è di 80.000 tonn/anno, le restanti arriveranno probabilmente da Roma!). Dopo anni di battaglie nelle piazze e nei tribunali, il 15 dicembre del 2010 il TAR del Lazio ha emesso una sentenza che bloccava l’impianto per incompatibilità ambientale, dando ragione alle popolazioni e alla resistenza contro questo EcoMostro.
Il 22 marzo scorso, abbiamo appreso che il Consiglio di Stato della magistratura ha invalidato la precedente sentenza del TAR, sbloccando formalmente il cantiere e sostenendo che le popolazioni non sono legittimate a difendere i territori perché l’unica volontà che conta è quella delle istituzioni regionali che vogliono costruire l’impianto!! Quindi per il Consiglio di Stato l’unico parere che vale è quello dei politici che per far arricchire i loro amici imprenditori di turno, (in questo caso il monopolista dei rifiuti del Lazio Manlio Cerroni che sarà proprietario dell’impianto) sono disposti a calpestare i territori, le loro risorse e le popolazioni che li abitano!
Per noi invece l’unico grado di giudizio che conta è quello popolare e si misura sul terreno della lotta! Non ci siamo mai fermati perché crediamo nelle nostre ragioni: sappiamo che costruire inceneritori non serve per smaltire i rifiuti ma solo ad arricchire le tasche di politici ed imprenditori ed inquinare irrimediabilmente il nostro territorio. Sappiamo che i rifiuti possono essere trattati con il riciclaggio, il compostaggio, il trattamento meccanico biologico A FREDDO, senza bisogno di nessun bruciatore.
Non resteremo a guardare mentre tenteranno di devastare la nostra terra.
Lo faremo per noi e per i nostri figli. Non resteremo a guardare mentre proveranno a posare le prima pietra del cantiere. Non glielo permetteremo, bloccheremo i lavori, bloccheremo il cantiere. Questa non è una battaglia che siamo disposti a perdere.
Scendiamo nelle piazze, prendiamoci le strade!
14 APRILE ore 15.30
CORTEO CONTRO L’INCENERITORE
ALBANO LAZIALE, partenza da P.zza Mazzini
Coordinamento contro l’inceneritore di Albano
www.noinceneritorealbano.it
30.03.2012
Alla crisi rispondiamo, gli spazi li viviamoOggi un gruppo di precarie, famiglie, studenti/esse ha occupato un edificio in via Boccea 506 vuoto da 10 anni.
Questo è solo uno dei moltissimi esempi di luoghi lasciati all'abbandono all'interno della città.
In questi ultimi anni l'emergenza abitativa e la mancanza di luoghi di socialità e cultura hanno raggiunto sempre più persone.
La nostra azione nasce da un aggregato di persone che per trovare una soluzione a queste necessità ha scelto di darsi come metodo quello dell'autorganizzazione; perchè è un dato lampante che la politica delle istituzioni è, nel migliore dei casi, incapace di trovare una soluzione. Più spesso, invece, è completamente asservita a quelli che sono i poteri forti all'interno di questa città: i palazzinari e gli speculatori.
Vogliamo ribadire il fatto che la casa è un diritto e non un privilegio e che la necessità di avere degli spazi in cui sperimentare forme di socialità, di cultura e di sport accessibili a tuttie non deve in nessun modo essere sottomessa alle logiche del mercato.
Da sempre hanno provato a convincerci che l'unico modo per ottenere una vita dignitosa sia pagare per ogni cosa; in realtà questo serve soltanto ad arricchire all'infinito i pochissimi che vivono di speculazione e di rendita.
Parliamo di chi costruisce case, centri commerciali, impianti sportivi "fantasma" con soldi pubblici e su terreni agricoli che dovrebbero essere di tutti/e.
Che distruggono interi pezzi di città costruendo quartieri sempre
più lontani dal centro e completamente privi di servizi e strutture essenziali (trasporti, illuminazione, ospedali, biblioteche) con case dai costi sempre più insostenibili.
Il costo sociale del profitto, già prima di quello della crisi, lo hanno sempre pagato lavoratoritrici, precarie, immigratie,studentiesse. Andando ad ingrossare le fila di quelli/e costretti/e a lavorare e studiare in maniera sempre più precaria e a vivere in condizioni materiali sempre peggiori, a tutto vantaggio degli speculatori e delle grandi proprietà immobiliari.
Decidiamo di non pagare più questo prezzo, riprendendoci ciò che ci
spetta.
In questi giorni abbiamo intenzione di mostrare concretamente un percorso di condivisione che può costruire soluzioni a necessità comuni.
Vogliamo far vivere questo luogo con 2 giorni di iniziative a cui invitiamo TUTTI E TUTTE a partecipare; perchè le risposte ai problemi devono necessariamente essere collettive e partecipate (qualcuno ricorda il famoso detto "divide et impera"?).
Durante questi 2 giorni prenderanno parola e spazi alcune realtà territoriali impegnate in ambiti diversi; cultura, arte, sport, diritto all'abitare.
Lo faremo in questo luogo partendo da soluzioni concrete, faremo vivere questo spazio abbandonato e metteremo a disposizione del territorio contenuti, iniziative e la possibilità di esprimersi e confrontarsi su esigenze e desideri comuni.
PARTECIPATE NUMEROSI/E!

28.03.2012
Alcoa, operai in corteo, scontri con polizia. Bruciato tricolore e schede elettoralida repubblica.it
Alcoa, operai in corteo, scontri con polizia
Bruciato tricolore e schede elettorali
Paralisi del traffico nel centro di Roma: almeno 300 lavoratori della Alcoa di Portovesme con trombette e fischietti hanno sfilato verso il ministero dello Sviluppo economico per seguire il tavolo sulla vertenza del loro stabilimento. Poco prima degli scontri, alcuni operai hanno dato fuoco per protesta alle schede elettorali e a una bandiera italiana. Gli autori di quest'ultimo gesto sono stati subito contestati e isolati dagli altri manifestanti
di GIULIA CERASI
Scontri, con bastonate manganellate e lancio di oggetti e petardi, tra manifestanti della fabbrica Alcoa di Portovesme e forze di polizia che presidiano l'ingresso di via Molise del ministero dello Sviluppo economico. Poco prima alcuni degli operai, che sono in attesa del risultato dell'incontro tra rappresentanza del governo, azienda e sindacati, avevano bruciato le schede elettorali davanti all'ingresso del ministero Sono oltre 400 i lavoratori giunti dalla Sardegna. Alcuni di loro, insieme alle tessere, hanno bruciato una bandiera italiana. I protagonisti del gesto sono stati subito rimproverati e insultati dagli altri manifestanti.
Gli operai sono arrivati con le bandiere dei sindacati e quella dei quattro mori per chiedere lavoro. Tanti gli slogan accompagnati dal suono del tamburo e dei caschi da lavoro battuti a terra. Petardi, fischi, trombe, cori, megafoni e bandiere di Fiom,Cisl, Cgil, Uil, Cub in una zona presidiata dalle camionette di polizia e carabinieri.
Presenti nella protesta, oltre ai lavoratori, ai sindaci di venti Comuni e ai rappresentanti sindacali, anche i presidenti della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e del consiglio regionale della Sardegna Claudio Lombardi, già ricevuti dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. Il presidio e' stato organizzato per protestare contro la chiusura dello stabilimento Alcoa in provincia di Carbonia Iglesias, che dà
lavoro a 900 persone e che da solo produce circa il 12 percento del fabbisogno nazionale d'alluminio, e per chiedere al governo di intervenire.
24.03.2012
Aggressione fascista a casalbertone: chiudere i covi fascisti!Un piccolo resoconto dei fatti: alle ore 14 un gruppo di una decina di fascisti si è presentato davanti ai magazzini popolari di casalbertone armato di caschi e bastoni, aggredendo i due presenti. L’aggressione è stata fortunatamente contenuta dallo spirito antifascista del quartiere che dai balconi ha iniziato a lanciare vasi contro i fascisti. I carabinieri, presenti sul luogo, si sono limitati ad osservare e lasciare andare via liberamente gli aggressori identificando invece i compagni aggrediti. Al solito, la polizia si dimostra il loro migliore alleato.
A tal proposito Casapound, e molti media, riportano la fantasiosa notizia di un’intimidazione ai danni della madre di un fascista; episodio di cui non si capiscono circostanze, testimoni, motivazioni.
La risposta del quartiere e della Roma antifascista non si è fatta attendere, con un corteo spontaneo per le vie del quartiere. Anche qui, i fascisti non hanno perso tempo per aggredire, dopo essere cresciuti di numero in modo sospettosamente rapido. E’ da notare come durante l’aggressione sono state usate mazze, bastoni, accette e picconi, e che le loro aggressioni sono state attivamente supportate dalla polizia tramite il lancio di lacrimogeni contro gli antifascisti. Addirittura hanno usato un furgone in cui depositare le armi, con un “adddetto” al rifornimento di oggetti contundenti. (il video mostra bene quanto detto, e in quest’altro si vede bene il massiccio uso di armi).
CasaPound continua a barcamenarsi tra una facciata “culturale” e impegnata nel sociale, e una pratica reale di aggressioni e intimidazioni. Guardacaso, una settimana esatta dopo la loro candidatura per le comunali romane, si rendono protagonisti di un’aggressione ad Ostia.
Il loro arrivo a casalbertone, del resto, è stato immediatamente seguito da aggressioni nel quartiere che i fascisti hanno tentato di nascondere dietro a un “circolo romanista”. Casalbertone del resto è stato chiarissimo: casapound se ne deve andare.

23.03.2012
Online!Online il nuovo sito di Aciproject.
Per ora attivo solo il calendario e le News... a presto per il restauro completo del progetto!!!
22.03.2012
Occupazione a TorinoVuota da oltre dieci anni, la palazzina di corso Novara era stata sequestrata ad una famiglia accusata di essere in odore di Mafia e poi assegnata al Ministero degli Interni, che l’ha poi abbandonata al suo destino. Scampata al pericolo mortale di diventare un tetro mini-commissariato, la palazzina ora è una casa viva ed allegra ed ospiterà uomini, donne e bambini che in comune hanno almeno una cosa: la determinazione a resistere, e a lottare.
segue il testo del volantino distribuito al vicinato:
Ogni giorno, qui a Torino, decine di individui e famiglie sono sfrattati e cacciati fuori da case spesso cadenti e invivibili perchè non possono più pagare gli affitti altissimi, hanno perso il lavoro o sono stati fregati dal padrone di turno. Ai palazzinari, all’ufficiale giudiziario e al comune non potrebbe importare di meno. Siamo alcuni tra i molti colpiti da questo problema, e abbiamo capito che per risolverlo possiamo soltanto organizzarci tra di noi, costruendo legami di solidarietà e cercando insieme le soluzioni senza aspettarci concessioni da nessuno. Abbiamo resistito quando volevano sfrattarci, chiamando in aiuto amici, parenti e solidali, abbiamo ottenuto rinvii continui solo perchè ci siamo imposti con determinazione. Nel fare questo è venuto naturale incontrare altri che erano sotto sfratto e persone solidali, dentro e fuori da questo quartiere, per aiutarci reciprocamente: sostenendoci e trovando un’intesa siamo riusciti a tenerci la casa per un po’. Ora abbiamo deciso di occupare, di prenderci uno spazio lasciato all’abbandono da anni. Non abbiamo atteso risposte da nessuno perchè siamo noi, i diretti interessati, a dover decidere ed agire…il sostegno che più ci preme è quello dei vicini, di chi vive queste strade ed affronta i nostri stessi problemi. La casa ha bisogno di supporto perciò siamo qui a presentarci e spiegarvi le nostre ragioni.

28.02.2012
Cile - La resistenza di Aysén contro il governo e i suoi carabinerosGuerriglia urbana ad Aysén, nella regione di Coyhaique nella Patagonia Cilena. Le proteste, iniziate da circa un mese, si concentrano contro i piani del governo centrale per la regione, dove il costo del carburante e delle merci di prima necessità è superiore al resto del paese.
L'area di Aysén è stata inoltre scelta da Santiago per la costruzione di HydroAysén, una rete di devastanti infrastrutture idroelettriche con dighe artificiali a cui la popolazione si oppone fermamente.
Con un apice nella giornata di mercoledì, sotto la pressione di una progressiva militarizzazione del territorio, le mobilitazioni di piazza sono sboccate in scontri con barricate, incendi e sassaiole, contro idranti, lacrimogeni e proiettili di metallo rivestiti di gomma, sparati direttamente contro i manifestanti.
Diversi i feriti e una ventina gli arrestati tra i manifestanti, un numero imprecisato di feriti e diversi mezzi distrutti tra le file delle truppe di occupazione dei carabineros.
